Les Styles Prénatals dans les Arts et dans la Vie

S. Guerra Lisi, G. Stefani, L'Harmattan, Parigi, 2009 (traduzione di F. Spampinato)

 

Les auteurs développent ici une théorie où les expressions artistiques aussi bien que les comportements humains – infantiles et adultes, y compris les comportements considérés comme “insensés” des handicapés graves – sont interprétés à partir des phases de la vie intra-utérine. Celle-ci laisse en effet des traces indélébiles qu’on perçoit avec plus d’évidence chez les enfants, les artistes et les handicapés.

La série des sept styles n’est pas une simple taxinomie, mais bien une séquence dynamique fournissant un horizon diagnostique et prospectif pour tout parcours évolutif. Le livre s’adresse d’abord aux enseignants et étudiants de disciplines expressives, aux opérateurs socioculturels et sociosanitaires, aux psychologues et aux médecins. Mais un public plus large pourra également apprécier les analyses que les auteurs y font de beaucoup d’oeuvres, d’auteurs et de comportements expressifs dans le quotidien et dans les cultures.

 

MusicArTerapia. Alzheimer, Coma e Stati Modificati di Coscienza

Stefania Guerra Lisi (a cura di), Edizioni ETS, Pisa, 2009

 

Capire i potenziali umani è capire se stessi. Intento di questo libro è l'estensione tuttora insondabile della coscienza, dei suoi molteplici stati conosciuti e di quelli che per ora sfuggono a un'indagine definita scientifica. Stati che sono evidenti per chi, come noi, facendo ricerca in situazioni di confine, vive il corpo a corpo con queste risorse dell'Energia Vitale, che permettono all'essere umano di dissociarsi dalla realtà per difendersi dal dolore. I nostri argomenti sono soprattutto i risultati di quasi quarant'anni di ricerca sperimentazione della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi (GdL) su gravi cerebrolesi, Alzheimer, risvegli dal coma, confrontando le teorie di chi ritorna da questi attraversamenti di soglia, mentre alimentano la ricerca scientifica, incoraggiando una operatività centrata sulla Comunicazione e l'Espressione con tutti i linguaggi. In un campo come questo, con cosi' tante variabili e incognite, oggi è possibile offrire agli operatori non un "manuale".

 

ART RIBEL nella Globalità dei Linguaggi

Stefania Guerra Lisi, Edizioni ETS, Pisa, 2008.

 

Questo nuovo libro di Stefania Guerra Lisi, l'ideatrice della "Globalità dei Linguaggi", è il punto di arrivo di un percorso trentennale di esperienze e ricerche su quell'universo espressivo che l'autrice chiama "Art Ribel".

L'Art Ri-Bel nasce per riscattare l'Art Brut dall'emarginazione alla quale continua ad essere condannata. L'Art Brut è l'arte 'inconsapevole', non finalizzata al mondo e neanche alla partecipazione al mondo artistico da parte di chi la produce: handicappati, detenuti, persone emarginate...

Questo testo riporta a quell'universalità dell'arte che va oltre il tempo e lo spazio e la diversità dei contesti e degli esseri umani, in un riconoscimento dell'estensione di questo fenomeno nell'arte di vivere secondo il principio di piacere. E' cosi' che l'arte è autoterapia: cura della parte più profonda di sé, radice anche del malEssere, inaccessibile se non esternata in F...orma, impronta dello Spirito.

Il volume è in due parti: una serie di testi verbali, con un'ampia sintesi del pensiero e delle iniziative dell'Autrice, indagini storiche, approfondimenti teorici, presentazione e analisi di esperienze diverse; e un 'catalogo' di opere, una consistente sezione di immagini di creazioni figurative di Bambini, Handicappati, Artisti variamente combinate e confrontate.

Le opere di questo catalogo hanno il valore di segni sensibili di un mondo interiore di Protagonisti, cosi' importanti per orientarci in una comunicazione profonda con i loro bisogni non detti, e soprattutto per ritrovare il senso nascosto di quelli che ingiustamente sono definiti 'comportamenti insensati'. Comportamenti spesso informali che hanno in comune con l'arte d'avanguardia il prevalere dell'inarticolato che non vincola l'immaginazione in una forma (gestalt buona), in regole prestabilite, ma le esprime nella molteplicità dei fenomeni materici. Questo libro non si rivolge soltanto a chi si dedica all'arte con l'interesse dello specialista, ma a genitori, insegnanti, educatori, operatori sociosanitari, tecnici della riabilitazione, psicologi e psicoterapeuti e tutti coloro che sono coinvolti nelle cure sociali. Con l'invito specifico a vedere, sentire la sofferenza come radice della creatività, e lo stesso Essere umano come opera d'arte.

L'INTEGRAZIONE INTERDISCIPLINARE NELLA GLOBALITA' DEI LINGUAGGI

S. Guerra Lisi, G. Stefani, FrancoAngeli, Milano, 2008

 

"Sussidio" significa soccorso, aiuto, supplemento di energia, strumenti per il superamento di una difficoltà che può precipitare senza l'apporto esterno. Questo volume - un sussidiario a tutti gli effetti - intende proporre una pedagogia capace di accogliere e sviluppare le differenze: non solo le diversità più evidenti dell'handicap, ma anche quelle della multiculturalità, della deprivazione affettiva, della frequente solitudine di tanti bambini di fronte alla televisione e al computer, sullo sfondo di adulti indaffarati e travolti loro stessi da separazioni, carriere, rapidi cambiamenti...

Il nostro progetto è quello di una didattica che metta in primo piano l'Integrazione; e integra è solo una scuola dove siano valorizzate tutte le possibili diversità che la abitano.

Per realizzare formativamente questi obiettivi il sussidio didattico si articola in una riflessione squisitamente pedagogica sui temi di fondo (con interventi di F. Larocca, A. Canevaro e F. Montuschi) e in alcune decine di Unità Didattiche Essenziali interdisciplinari proponibili a diversi livelli (scuola dell'infanzia, primaria, secondaria inferiore e superiore). La tela di fondo è la continuità fra "Mente e Natura" per andare "Verso una ecologia della mente": perché l'integrazione è possibile solo se si ritrovano gli universali, la "struttura che connette" ogni diversità, e che fa emergere l'inconscio a coscienza.

La nuova disciplina "Globalità dei Linguaggi", interdisciplinare per definizione, è il nostro quadro di riferimento; e il volume offre un ampio ventaglio di testimonianze (con ricca documentazione visiva) di insegnanti, di sostegno e non, che hanno applicato questa metodologia in classi scolastiche "integrate" di vario ordine e grado.

PRENATALS STYLES in The Arts and The Life

S. Guerra Lisi, G. Stefani, "Acta Semiotica Fennica", XXIV, 2006

 

In this book the authors develop a theory of styles of expression that are constituted before birth, during intra-uterine life. The theory interprets artistic expressions - fine and plastic arts, poet­ry, music, dance - as well as behaviors of both infant and adult, including so-called "nonsensical" ones of persons with serious hand­icaps.

The basic assumption is that prenatal life, with its universal arche­types and unique imprinting, leaves deep and indelible traces on the person's further development. Those traces are particularly evident in artistic activities, in stages of infancy, and in persons with handicaps. This insight has been theorized and put to use in the Globality of Languages (Globalità dei Linguaggi), a discipline created, practiced, and taught by Stefania Guerra Lisi for more than thirty years.

 

GLOBALITA' DEI LINGUAGGI. Manuale di MusicArTerapia

S. Guerra Lisi, G. Stefani, Carocci, Roma, 2006

 

Ideata da Stefania Guerra Lisi, la Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina formativa nella comunicazione ed espressione che ha finalità di ricerca, educazione, animazione, riabilitazione, terapia. Il campo, l'oggetto specifico della disciplina è, precisamente, la comunicazione e l'espressione tra gli esseri umani. Globalità dei linguaggi significa anzitutto apertura e disponibilità a tutte le possibilità comunicative ed espressive, verbali o non verbali, senza previe esclusioni. Significa poi un positivo interesse, studio uso e pratica di quanti più possibile mezzi, linguaggi, strumenti, a cominciare da quelli più fondamentali, comuni ed efficaci per la comunicazione umana, in particolare i linguaggi del corpo. La sinestesia come potenziale umano primario articola e fonda dunque la globalità di tutti i linguaggi e della trasposizione dell’uno nell’altro. Di qui la concezione di una globalità delle arti e di una conseguente arteterapia dove musica, poesia, danza, pittura, scultura sono sentite e pensate in stretta interrelazione, a monte della separatezza culturale corrente. Gli esempi del volume dimostreranno l'applicabilità, il buon esito raggiunto e la ricchezza delle varianti: dalla preparazione al parto ai vari luoghi e modi dell'aver cura, fino alle situazioni di stati alterati di coscienza o terminali e di risveglio dal coma. Alla fine un Lessico, a cui si farà spesso riferimento lungo tutto il volume, faciliterà la lettura anche a chi è nuovo della disciplina. In particolare, il volume si rivolge a educatrici di asilo nido, genitori, insegnanti, educatori, tecnici della riabilitazione, psicologi e psicoterapeuti.

LA TRANS-FORMAZIONE POSSIBILE NELLA GLOBALITA' DEI LINGUAGGI. Metodi in interazione

S. Guerra Lisi (a cura di), Ed. Del Cerro, Pisa, 2006

Questo testo, nella sua nuova edizione aggiornata e integrata, si prefigge di stimolare e potenziare le capacità del disabile (anche) grave, sulla base della Globalità dei Linguaggi, un metodo impiegato da circa quarant’anni e ideato da Stefania Guerra Lisi, curatrice del volume, ed è rivolto a musicoterapeuti, terapeuti della riabilitazione e della psicomotricità, insegnanti di sostegno.  Il metodo assume che tutti gli individui siano capaci di cogliere le diverse percezione sensoriali e, conseguentemente, di utilizzarle per comunicare; la persona è concepita nella sua globalità e gli interventi sono perciò calibrati sulla rivalutazione e l’impiego di ogni forma di espressione (stereotipie, stili e gusti personali ecc.) come forma di comunicazione. Adottare tale metodo, da un lato, significa offrire ad una persona la capacità di comunicare ricorrendo a risorse che non sembrano assolvere a tale funzione e, dall’altro, implica la capacità dell’educatore-terapeuta di riattivare in se stesso, in prima persona, le modalità di ascolto e di percezione del mondo che coinvolgono tutti i sensi e tutte le forme di comunicazione (verbali e corporee). 

La Trans-formazione possibile, accogliendo e conciliando metodi e discipline di vario tipo propone un’«alleanza terapeutica» dei metodi ● promuove una trasformazione nel disabile e – proprio per il tipo di approccio – negli operatori che impiegano tale metodo e realizza una possibilità di «metamorfosi positiva» anche nei soggetti gravi  e non collaborativi.

CONTATTO, COMUNICAZIONE, AUTISMO

S. Guerra Lisi - G. Stefani (a cura di), Ed. FrancoAngeli, Milano, 2005

Nella complessità del mondo attuale l’esplosione della Comunicazione, con tutte le sue potenzialità e i suoi problemi, ha visto contemporaneamente l’esplosione della realtà dell’Autismo. Tra i due poli, il Contatto: facilitato o impedito, cercato o negato.

In due convegni nazionali mirati sulla Globalità dei Linguaggi, studiosi di varie discipline hanno esplorato questi temi. Nodi centrali della discussione: come contrastare, nello sviluppo tecno-globalizzante della nostra cultura, una perdita di contatto umano diretto, personale, fisico? E come comporre in una visione organica ed equilibrata le componenti dell’Autismo: patologia, problema sociale, strategia di sopravvivenza?

Gli orizzonti della discussione erano necessariamente molteplici: sociologici (Abruzzese), psicologici e clinici (Volterra, Petiziol, Curti, Giaimis, Busnelli, Bertelloni), pedagogici (Demetrio, Larocca), semiotici (Bonfantini, Spampinato), culturali e artistici (Meldolesi, Giuffredi, Stefani, Lomuto). Il presente volume raccoglie, in sostanza, i contributi ivi presentati, rivolgendosi elettivamente a insegnanti e pedagogisti, animatori, educatori e operatori sociosanitari, docenti e studenti di scienze umane, psicologi e medici.

 

DIZIONARIO DI MUSICA NELLA GLOBALITA' DEI LINGUAGGI

Gino Stefani, Stefania Guerra Lisi, LIM, Lucca, 2004

 

L’obiettivo – o piuttosto la scommessa – di questo libro è di mostrare quanto la più incopor4ea e autonoma delle arti – la Musica – sia in realtà sostanziata delle materie e leggi del cosmo, dei principi costitutivi ed evolutivi dei viventi, della articolazioni, emozioni e sensazioni della nostra realtà psicosomatica umana. In concreto, si tratta di rivisitare l’esperienza musicale, condensata in circa 60 termini tecnici e nelle relative definizioni dei dizionari musicali, facendone emergere le implicazionisinestesiche, simboliche, interdisciplinari, nell’ottica della Globalità dei Linguaggi: una disciplina  della comunicazione e dell’espressione con tutti i linguaggi, ideata da Stefania Guerra Lisi.

Ai musicisti, insegnanti e studenti di musica il Dizionario prospetta un ampio orizzonte sull’homo musicus. Educatori e terapeuti vi trovano strumenti per valorizzare e fini formativi e socializzanti le competenze musicali più quotidiane  e comuni. Gli amatori - ascoltatori o strumentisti – approfondiranno le motivazioni dei loro interessi. Finalmente, i cultori della Globalità dei Linguaggi vedranno la tanto attesa ‘rivisitazione specifica’ (nella nuova disciplina) dello ‘specifico musicale’.

STEREOTIPIE E ARTE DI VIVERE.

 Stefania Guerra Lisi, Pier Giorgio Curti, Edizioni ETS, Pisa, 2004

 

Dall'analisi delle stereotipie, cioè di quei comportamenti ritenuti dall'ambito psico-medico insensati, che si manifestano con frequenza in soggetti disabili e psicotici. gli autori, partendo da punti di vista differenti ma convergenti, sviluppano una riflessione sull'essere umano e sulle sue strategie di sopravvivenza. La Globalità dei Linguaggi, disciplina ideata da Stefania guerra Lisi, analizza questi comportamenti in forma assolutamente inedita, dando senso a ciò che è ritenuto insensato. Questo processo si sviluppa anche sul piano socio-politico dell'integrazione: perché il "senso" fa sì che qualunque forma di espressione (compreso il rifiuto di esprimersi) diventi comunicazione. Su questo progetto la GdL s'incontra con una lettura psicanalitica della disabilità nella comune convinzione che si nasce naturalmente integrati e per questo di deve evitare di morire culturalmente emarginati. Nella ricerca dell'identità e della storia di ogni persona a prescindere dalle condizioni psicofisiche, si svolge il filo narrativo di questa ricerca, nell'intento di promuovere più una domanda che una risposta sull'essere umano.

LA GLOBALIDAD DE LENGUAJES.

Antropologìa, Semiòtica, Pedagogìa.

Stefania Guerra Lisi, Gino Stefani, INAH, Città del Messico, 2004.  

 

L’impianto del lavoro presenta l’originale interdisciplinarietà che è caratteristica della disciplina in oggetto, la Globalità dei Linguaggi.  I percorsi fra i vari campi attraversati hanno una logica interna, profonda, che l’esposizione iniziale del paradigma  fa emergere alla comprensione.

Le fonti utilizzate sono, come è prevedibile dall’impianto, molte e varie,  importanti e pertinenti. Qualche esempio di riferimenti: Bateson, con la sua ‘struttura che connette’, è pertinente all’orizzonte di una ‘globalità’ dove forme e strutture si ritrovano in diversi ordini di realtà; gli studi di Lakoff e Johnson sulla metafora vengono utilmente a spiegare il carattere costitutivamente metaforico del pensiero e linguaggio della ‘globalità’ espressivo-comunicativa; sulla teoria bioenergetica di Reich si fonda il modello del ‘corpo tripartito’, che spiega organicamente insieme l’esperienza musicale e le espressioni figurative; la teoria dei colori di Goethe è rivisitata e ampliata in una prospettiva psicologica; ancora a partire da Goethe, gli studi di Dogana sul fonosimbolismo sono integrati in una teoria (emo-tono-fonosimbolismo) che approfondisce le radici corporee dell’esperienza sonora; le ricerche correnti sulla vita prenatale sono il supporto di una originale teoria degli ‘stili espressivi prenatali’; così, prospettive antropologiche sull’evoluzione filogenetica sono proiettate in modo originale sulla crescita del bambino, con sviluppi di indicazioni psicopedagogiche; e così via.

Un linguaggio necessariamente denso, ricco di implicazioni e suggestioni, dunque non sempre facile, è richiesto dal contenuto stesso del testo; tuttavia, per il  lettore che vi si dedichi con attenzione e interesse, la coerenza di questo universo rende l’esposizione chiara e attraente.

 
NOI COME VOI

S. Guerra Lisi - G. Serazzi (a cura di), Ed. Arti Terapie, Roma, 2002

Le tracce del percorso di MusicArTerapia secondo il Metodo della Globalità dei Linguaggi (GdL), che questo libro testimonia,  hanno avuto per gli educatori il valore di segni sensibili di un mondo interiore dei Protagonisti - i ragazzi del Centro ‘Noi come Voi’ di Galliate - così importanti per orientarci in una comunicazione profonda con i loro bisogni non detti e soprattutto, per ritrovare il senso nascosto di quelli che sono comunemente definiti “comportamenti insensati”.

 Non a caso ne sono scaturite delle opere di arte figurativa – esposte in Mostre che il libro presenta - paragonabili per autenticità estetica alle avanguardie dell'arte contemporanea: perché sono le tracce delle loro inusitate strategie di sopravvivenza (stereotipie, sensoritmi, adattamenti per mancanze e vicarietà) che definirei “Arte di vivere”.

Le riflessioni psicopedagogiche e politiche che questa ricerca aperta propone sono la valutazione in positivo, proprio come "artistica manifestazione di sé”, dei comportamenti handicappati svalutati e di quelli adolescenziali incompresi, essendo la creatività la loro manifestazione più specifica.

 Una tale rivalutazione, cardine della filosofia della GdL sui potenziali umani, contraddice la pretesa di normalizzare, correggere, secolarizzare: in definitiva, di cancellare una differenza non accettata, perché non letta nei suoi valori di alterità.

Il volume Noi come Voi testimonia la grande maturazione di questi valori, se vengono date occasioni di espressione che implicano l'evoluzione comunicativa, nella valorizzazione della Personalità, come condizione all'integrazione.

Questo si traduce in fiducia nella propria metamorfosi evolutiva, in luogo di una rinuncia e chiusura in quella “Fortezza Vuota” che può rendere invisibile agli altri la Bellezza Interiore: una Bellezza  che l'essere umano, nonostante tutto, ha bisogno di accrescere, comunicandola agli altri con tutti i linguaggi.

OCCHIO DI PINO. Pinocchio, San Francesco, Italo Calvino

S. Guerra Lisi - Ed. Borla, Roma, 2003

Che cosa accomuna tre personaggi così diversi come Collodi, San Francesco e Italo Calvino? La metamorfosi. Tutti e tre ci propongono un "destino di trasformazione", implicito nell'Essere umano, che può prendere coscienza di sé, della propria essenza evolutiva: un'evoluzione che in Pinocchio, Francesco, Qfwfq (il protagonista delle Cosmicomiche) passa attraverso una apparente regressione, secondo il motto "andare indietro per andare sempre più avanti". Il nostro corpo sensoriale è depositario di una stratificazione cosmica immaginifica, in essa, i vari percorsi proposti nel libro scoprono un destino di re-Integrazione primaria comune ai tre personaggi: tutti e tre ci mostrano il "prender Corpo dello Spirito" conquistando la coscienza umana: Essere il Corpo che si ha, potrebbe essere la sintesi di questo libro. Ma la rivisitazione nella Globalità dei Linguaggi di questi tre esempi di metamorfosi mostra, anche, la continuità dell'umanità che, al di là delle differenze, ogni Persona custodisce in sé. E su queste basi il libro sviluppa il tema della condivisione, dal grembo materno al grembo sociale.
Un libro, Occhio di Pino, fatto di riflessioni, riferimenti, canzoni, esperienze e proposte didattiche. Una suggestiva lettura per tutti, un sussidio originale per insegnanti e operatori terapeutici.

ARTE E FOLLIA

S. Guerra Lisi - G. Stefani. Ed. Armando, Roma, 2002

Arte e Follia. Un intreccio di storie, temi, problemi che ci prende e sorprende intensamente. Forma, norma, difformità. Un binomio classico rivisitato: Genio e Sregolatezza. Esprimere, esternare emozioni (l'inconscio) senza articolazioni razionali di discorsi o figure: per cui l'arte non figurativa, il teatro non rappresentativo, la musica rischiano il sospetto e la censura, come le stereotipie degli autistici. Arte di vivere. Dissociazione: l'uomo e il suo doppio; dall'esperienza individuale ai rituali, alla messa in scena (transe, teatro). Adultità nella Follia. Invecchiamento fra creatività e demenza. Arte efficace. Gli attori: storie di Follia e di riapproprazione, fino al caso del teatro in carcere. Inconscio, Follia, Arte: una questione costitutivamente aperta. Valore autoterapeutico dell'Arte. Premessa (e conclusione): l'estetico è anestetico. Intorno a questa serie di temi-mappa hanno reagito e interagito una nutrita schiera di artisti, medici, psichiatri, psicologi, filosofi, storici dell'arte, educatori, responsabili di servizi sociosanitari in un Convegno a Riccione nell'ottobre 2001 (il 6° Convegno Nazionale della Globalità dei Linguaggi). I loro interventi, con qualche integrazione, sono registrati nel presente volume, che segnaliamo in particolare agli artisti, studenti e insegnanti  di discipline artistiche, educatori, terapeuti. Il libro è, in sostanza, un contributo alla riflessione sulle dimensioni più profonde dell'esperienza umana, che ci coinvolgono tutti; e la varietà di scritture, le storie inedite, i commenti provocanti rendono la lettura vivace e scorrevole.

I QUATTRO ELEMENTI NELLA GLOBALITA' DEI LINGUAGGI

S. Guerra Lisi - G. Stefani. Ed. Borla, Roma, 2001

Tradizione culturale antica e profonda, e tuttora viva nell'esperienza comune, la visione dei mondo secondo i 4 Elementi (Aria, Acqua, Terra, Fuoco) viene in questo libro rivisitata nell'ottica della Globalità dei Linguaggi.
L'idea di partenza è che anche noi, esseri umani, siamo fatti della stessa materia e delle stesse leggi dell'universo.
Ne consegue la proposta - ardua e ambiziosa, ma suggestiva e promettente - di interpretare in modo unitario attraverso gli Elementi, i caratteri e comportamenti umani, in specie comunicativi ed espressivi da quelli quotidiani e comuni a quelli più straordinari delle espressioni artistiche, ai comportamenti cosiddetti "insensati".
1 Preludi iniziali aprono un ventaglio di prospettive generali. Dì ciascuno Elemento segue poi una trattazione articolata: anzitutto un modello descrittivo sintetico che costituisce la chiave di lettura, l'interfaccia, il codice con cui leggere in simultaneità le diverse realtà di natura e cultura osservate; poi esempi significativi di comportamenti, personaggi, espressioni artistiche. Un consistente capitolo è quindi dedicato alla Metamorfosi, processo e concetto importante sia per l'osservazione come per l'operatività.
Infine, un ampio ventaglio di Percorsi sviluppa esplorazioni e documenta esperienze su temi, situazioni, personaggi che vanno dalla scuola dell'infanzia all'arte d'avanguardia, da Leonardo ai fumetti, dal mondo dell'handicap alla musica techno. Il volume si propone come un'interessante lettura e occasione di autocoscienza per un vasto e vario pubblico, nonché come un'originale strumento formativo per insegnanti di discipline espressive verbali e non verbali (in particolare dove si mira all'integrazione), per professori e studenti di discipline umanistiche (lettere, arti, comunicazione, antropologia, psicologia, scienze del l'educazione); infine per educatori, animatori, personale psico-pedagogico e terapeutico, operatori dei servizi sociali.

COMA/COMUNICAZIONE

S. Guerra Lisi, a cura di, Ed. Capone, Lecce 2001

 

Quella che qui presentiamo, con il sussidio documentario di un video, è una ricerca sperimentale sul coma in corso da vari anni presso la clinica Villa Verde di Lecce. L’approccio al coma qui seguito è quello della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi, metodo Stefania Guerra Lisi, di cui ha sede a Villa Verde una Scuola.

Tale approccio si fonda su stimolazioni plurisensoriali, considerando - aldilà dello stato di coscienza - il Corpo-Memoria del paziente depositario di imprinting universali e di stratificate immagini di tutti i sensi, interconnesse affettivamente, riattivabili in una "rimessa in gioco" psicofisica attiva verso stimolazioni combinate, che tengono conto delle fasi evolutive onto-filogenetiche e della storia della Persona: un "ri-uscire" che è al tempo stesso, grazie anche all'equipe e alla Scuola, una riintegrazione sociale.

Il volume si compone di tre parti. La prima esplicita la filosofia e il metodo della MusicArTerapia nella Globaliti dei Linguaggi, con le varie pratiche psico-riabilitative; la seconda presenta un approccio generale al risveglio dal coma in un'ottica neurofisiologica; la terza riporta la descrizione di alcuni casi dei 52 trattati con questo metodo.

Rivolto primariamente agli addetti ai lavori, questo testo sviluppa un’indagine profonda e originale sui potenziali umani comuni, e pertanto risulta di largo interesse terapeutico-pedagogico e in generale nei campi della comunicazione e dell’espressione.

 

PROGETTO PERSONA

S. Guerra Lisi, a cura di, Ed. Armando, Roma 2000

 

Questo libro è il compendio di una ricerca-azione di circa trent'anni di operatività scientifica, pedagogica, formativa, terapeutica in una disciplina della comunicazione e dell’espressione - la Globalita dei Linguaggi - che ha coinvolto, oltre a migliaia di persone, varie Istituzioni ed Enti educativi e socio-sanitari, nonchè le Università di Roma e Bologna.

Il punto di partenza e obiettivo politico è stato lo slogan, formulato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: “From cure to care”, dal curare all’aver cura: un processo, questo, dove si evidenzia la continuità pedagogicoterapeutica delle cure sociali rivolte non alle malattie fisiche o psichiche, ma all'Uomo.

In questo senso il Progetto Persona abbraccia gli obiettivi dell'Educazione c della Rieducazione, della Prevenzione c della Riabilitazione dalla prima infanzia in poi, la trasformazione dall’assistenza alla qualità della vita degli handicappati gravi e degli anziani, gli interventi terapeutici per i tossicodipendenti, i malati terminali, fino agli stati di coma.

Tutto questo, nel presente volume, è documentato con esperienze realizzate in tanti e diversi contesti, e supportato da riflessioni teoriche e indicazioni metodologiche.

Perciò questo libro è un contributo basilare alla formazione di tanti operatori nel sociale: insegnanti, educatori, animatori, tecnici della riabilitazione, psicologi e psicopedagogisti, terapeuti.

Interpella e coinvolge anche le famiglie e le stesse Persone con problemi, mirando a una coscientizzazione in ciascuna dei propri talenti di comunicazione ed espressione, e soprattutto del naturale destino di crescita e maturazione.

 

SINESTESIA: ARTI TERAPIA
S. Guerra Lisi - G. Stefani (Ed. Clueb) 1999

Atti del III° Convegno Nazionale GdL, Riccione 1998

 

Perché Dante può dire che un luogo è “d’ogni luce muto?” Perché i colori, o anche i suoni, sono ‘caldi’ o ‘freddi’? Perché ‘brillante’ si può dire di un minerale, di un’idea, di un pezzo di musica, di uno stile di vita? Che cos’è precisamente, un’esperienza psichedelica? Qual è il ruolo della sinestesia nell’esperienza artistica? Perché uno psicotico si esprime con certe stereotipie sonore? Come pensare un museo per non vedenti? E finalmente, che relazioni intercorrono fra i vari sensi dell’uomo?

A queste e simili domande cercano di rispondere, in questo libro, artisti e studiosi di varie discipline: le arti e l’estetica, la psicologia, la psicofisiologia, la psicoterapia, la pedagogia. Tra loro i nomi di Pignotti, Casini Ropa, De Marinis, Frascà, Salvtore, Stefani, Giuffredi, Curti, Bolognese, Marganelli, Lapassade, Guerra Lisi, Ruggieri, Curti, Giaimis e altri. Il collante fra queste diversità è la Globalità dei Linguaggi, disciplina della comunicazione e dell’espressione finalizzata all’integrazione.

Per le molteplici valenze della teoria-guida e gli ampi orizzonti percorsi dall’indagine, dal quotidiano allo specialistico, il volume si presta come un testo di lettura interessante per un vasto pubblico, nonché come originale strumento di formazione per insegnanti di discipline espressive verbali e non verbali in scuole di ogni ordine e grado; per studenti e docenti di discipline umanistiche (lettere, arti, psicologia, scienze dell’educazione); per educatori, animatori, assistenti di comunità, personale sanitario.


DAL GREMBO MATERNO AL GREMBO SOCIALE
S. Guerra Lisi - L. Bianchini (Ed. Berti) 1999

 

Se il grembo materno è il luogo naturale dell’accoglienza benigna. amorosa, nutrice alla vita, è compito di tutti, della famiglia, della scuola, degli educatori, degli operatori sociosanitari, creare una continuazione a questa accoglienza in un grembo sociale. Accoglienza più esigente, e perciò anche più ricca di buoni frutti, quando l’essere umano porta diversità.

Nella prima parte di questo libro Stefania Guerra Lisi delinea i principi di fondo della Globalità dei Linguaggi (GdL) come metodologia dell’integrazione, e il percorso che conduce dal grembo materno al grembo sociale.

In seguiti viene descritta l’esperienza realizzata dall’Associazione AS.SO.FA di Piacenza impegnata con portatori di handicap ad applicare, con la supervisione di S.Guerra Lisi, la metodologia della GdL per favorire la promozione della persona e la valorizzazione dei potenziali umani degli handicappati anche gravi. In particolare Lucia Bianchini, diplomata nella GdL descrive il percorso fatto con tre ragazzi insieme ai genitori e i volontari dell’Associazione, e una esperienza creativa che ha coinvolto anche la comunità locale.

Il libro è rivolto a tutti, specialmente a tutti i protagonisti dell’esperienza di vita intorno alle persone con sofferenze e problemi particolari, e a queste stesse persone.


GLI STILI PRENATALI NELLE ARTI E NELLA VITA
S. Guerra Lisi - G. Stefani (Ed. Clueb)
1999

Il presente volume presenta una teoria degli ‘stili espressivi’ fondata sulle fasi di sviluppo della vita prenatale, che con i suoi archetipi universali e imprinting individuali lascia tracce profonde e incancellabili in tutta la vita umana, tracce che emergono con evidenza particolare nelle espressioni artistiche e nei comportamenti ‘insensati’ in persone con handicap anche gravi. Questa visione è inscritta nella ‘Globalità dei Linguaggi’, disciplina ideata da Stefania Guerra Lisi. In apertura, gli orizzonti di riferimento della ricerca (Preludi). Segue la presentazione dei sette Stili individuati (Modelli) e, per ciascuno, occorrenze significative in diverse espressioni d’arte – figurative e plastiche, architettura, poesia, musica, teatro, danza – di varie culture ed epoche. Una terza sezione (Percorsi) raccoglie ulteriori interpretazioni di autori ed opere che attraversano più Stili, e letture di vari processi, comportamenti ed espressioni, sempre secondo i modelli elaborati. Per le molteplici valenze della teoria-guida e gli ampi orizzonti percorsi dall’indagine, dal quotidiano allo specialistico, il libro si rivolge a un vasto e vario pubblico. In particolare si propone come originale strumento di formazione per insegnanti di discipline espressive verbali e non verbali nella scuola di base, per docenti e studenti di discipline umanistiche (lettere, arti, psicologia, scienze dell’educazione), per educatori, animatori, assistenti di comunità e personale sanitario.

MUSICOTERAPIA NELLA GLOBALITÀ DEI LINGUAGGI.
S. Guerra Lisi - G. Stefani - A. Balzan - R. Burchi - G. Parrini (Ed. Borla)
1998

Questo libro è anzitutto il risultato convergente di esperienze, ricerche e attività formative, in un arco di trent’anni, di Stefania Guerra Lisi e Gino Stefani. Partiti entrambi da un’esperienza e formazione artistica, rispettivamente nelle arti figurative e in musica, passando attraverso attività di insegnamento, animazione, educazione e terapia, hanno in comune la passione della ricerca, e poi le motivazioni e finalità: valorizzazione dei potenziali umani, dell’arte di vivere, della animazione e cura delle persone e dei gruppi mediante la musica; e questo non in un’ottica di operatività puramente personale, ma con un intento di politica sociale, per cambiare i servizi e le istituzioni culturali, educative, sociosanitarie. In percorsi e scambi complementari, al DAMS di Bologna e soprattutto nei corsi di Musicoterapia di Assisi, è venuta così maturando la prospettiva di “Musicoterapia nella Globalità dei Linguaggi” che ora proponiamo. Una prospettiva teorica e metodologica originale, ma socialmente condivisibile, applicabile, efficace. Lo testimoniano con appropriazioni e competenze personali, i tre contributi di Alessandro Balzan, Raffaele Burchi e Graziano Parrini, su esperienze realizzate in centri per handicappati gravi, ma con analisi e riflessioni che estendono la portata di questa operatività a vari ambiti socioeducativi.

L’INTEGRAZIONE: NUOVO MODELLO DI SVILUPPO
(Atti del II° Convegno Nazionale GdL)
a cura di S. Guerra Lisi - G. Stefani (Ed. Borla)
1998

“Integrazione” come “fare integro” non solo l’individuo persona ma insieme, necessariamente, anche il corpo sociale. Un progetto che porta a vedere insieme i nessi, oltre che tra la famiglia e le istituzioni, tra tutte le dimensioni del vivere.Perciò questo libro raccoglie contributi molteplici provenienti da varie esperienze e competenze e consapevolmente convergenti in “un nuovo modello di sviluppo”: perché crediamo che anche per agire localmente occorre pensare globalmente. In una prima sezione troviamo, accanto alla testimonianza appassionata e longimirante di un Don Oreste Benzi, riflessioni antropologiche psicofisiologiche sui potenziali umani (G. Lapassade, V. Ruggeri) in particolari quelli espressivi e comunicativi (P. Ricci Bitti, N. Frascà), e varie analisi dei rapporti tra sviluppo ed emarginazione (N. Salio), tra cultura etnocentrica e differenze (P. Miguel, G. Stefani), tra le componenti conflittuali di “grembo” e “violenza” insiti nelle religioni (A. Chieregatti).
Una seconda sezione del libro è specificamente rivolta al mondo della scuola, con temi come il disabile portatore di culturavalutazione/valorizzazione, potere e cooperazione, formazione per l’integrazione, la legislazione scolastica sull’handicap (C. Imprudente, F. Ferrari, S. Fasoli, P. Marcon, S. Guerra Lisi, S. Nocera).
Una terza sezione, che interessa particolarmente educatori, operatori sociosanitari e amministratori, tratta dei rapporti tra istituzioni e iniziativa di base, con analisi, esperienze, proposte sull’iniziativa possibile ai cittadini, al volontariato, tra scuola ed extrascuola, per gli anziani, per la formazione permanente (R. Granata, P. Impara, M. Scassellati Galetti, G. Bianchini, S. Guerra Lisi). Con la descrizione delle esperienze dei laboratori creativi realizzati al 2° Convegno Nazionale della Globalità dei Linguaggi si conclude questo volume, che del Convegno contiene gli atti.
VIAGGIO NEL RITARDO MENTALE
S. Guerra Lisi - G. La Malfa, G. Masi (Ed. del Cerro)
1997

La persona con Ritardo Mentale rappresenta un vero e proprio “universo”, con la commistione di soggettività, fattori biologici, fattori psicologici e sociali. Viaggio nel ritardo mentale si rivolge sia allo specialista del settore, sia a chi si avvicina per la prima volta a questo “universo”, proponendo una visione integrata dei diversi aspetti, come stimolo per un personale “viaggio” del lettore stesso.


1997

CONTINUITÀ 1
Sulla terra l’uomo lascia tracce di sé
S. Guerra Lisi (Ed. Borla)
1997

In questa società che nega la felicità degli adulti e non esita a negare i bambini, noi proponiamo questo metodo di lavoro fondato sul “principio di piacere” come unica vera motivazione alla crescita. Questa tendenza così naturale, se inibita, può condizionare permanentemente la libertà espressiva dell’individuo e della società. Per questo l’impegno psico-pedagogico al recupero del piacere va inteso come sintesi di un impegno professionale e politico contro quanti non colgono fino in fondo la portata culturalmente innovativa dei servizi per la prima infanzia.
La prevenzione del disadattamento infantile è il primo, indispensabile passo, verso la prevenzione del disadattamento giovanile: la politica degli asili nido risolve in prospettiva i problemi dell’emarginazione, della tossicodipendenza, dell’igiene mentale…effetti di una incapacità-impossibilità espressiva, in pratica, di una mancata realizzazione dell’individuo. Non è può rimandabile una pianificazione della gioia espressiva, quando si è raggiunta la consapevolezza della sottile repressione dell’uomo che inizia con la repressione del bambino.
Per questo, la presenza di linguaggi del corpo, il loro riscatto da posizioni di marginalità collegate ai soli momenti lucidi, il riconoscimento delle loro valenze espressivo-comunicative, il loro rapporto di interdipendenza coi processi dell’apprendimento, costituiscono le ipotesi di lavoro di questa esperienza con i bambini.



SINESTESIARTI
S. Guerra Lisi (Ed. Fuori Thema)
1997

Conoscere e ancor più assaporare con il corpo i vissuti che consentono lo ‘sviluppo dell’avviluppo’ dei potenziali umani. Al centro è il senso estetico, la capacità di sentire secondo un codice ‘emo-tonico-fonico’, acquisito nel grembo materno, bagaglio psicofisico inesauribile, origine di archetipi e simboli inconsciamente attivi, che accomuna le diversità umane e fa emergere delle costanti espressive nel Bambino, nell’Handicappato, nell’Artista. Elemento unificante è la sinestesia, qui elaborata secondo la teoria-metodologia della Globalità dei Linguaggi.
In questa luce si muove la presente osservazione-ricerca-proposta operativa, che coinvolge in modo radicale tutte le espressioni artistiche.

 

 


IN PRINCIPIO ERA IL CORPO
Atti del I Convegno Nazionale GdL
S. Guerra Lisi (Ed. Fuori Thema)
1996

Conoscere e ancor più assaporare con il corpo i vissuti che consentono lo ‘sviluppo dell’avviluppo’ dei potenziali umani. Al centro è il senso estetico, la capacità di sentire secondo un codice ‘emo-tono-fonico’, acquisito nel grembo materno, bagaglio psicofisico inesauribile, origine di archetipi e simboli inconsciamente attivi, che accomuna le diversità umane e fa emergere delle costanti espressive ne bambino, nell’handicappato, nell’Artista. Elemento unificante è la sinestesia, qui elaborata secondo la teoria-metodologica della Globalità dei Linguaggi.
In questa luce si muove la presente osservazione-ricerca-proposta operativa, che coinvolge in modo radicale tutte le espressioni artistiche. Dall’esplorazione dei potenziali umani alle pratiche artistiche, alle tecniche multimediali, per l’integrazione, lo sviluppo della persona, per aiutare i formatori a dar senso ai comportamenti insensati e studiare percorsi dall’emergenza alla qualità per centri, istituzioni e comunità. Nel presente volume, contributi a questi temi provengono da psicologi e psicoanalisti, pedagogisti e artisti, responsabili di istituzioni e terapeuti, educatori e animatori. Sono riflessioni, testimonianze, racconti e documenti di esperienze, relazioni di gruppi di studio e laboratori creativi nell’ottica della Globalità dei Linguaggi. Con illustrazioni che danno il tocco finale al sapore di un incontro sfociato in un evento in cui, veramente, ‘in principio era il corpo’.

LA TRANS-FORMAZIONE POSSIBILE
S. Guerra Lisi - M.A. Giusti - P. Ciabatti (Ed. del Cerro)
1996

In questo libro “l’alleanza terapeutica”, che intreccia due metodi centrati sulla comunicazione dimostra la possibilità di metamorfosi positiva anche nei soggetti definiti gravi e soprattutto non collaboranti.
Questo obiettivo è raggiungibile per l’Educatore (genitore, tecnico della riabilitazione, psicoterapeuta, musico-arterapeuta, insegnante…), se matura il convincimento che sia giusto considerare “arte di vivere” quelle inusitate strategie di convivenza (stereotipie, sensorismi, stili, e gusti personali) che caratterizzano spesso il comportamento di soggetti particolari. Si tratta di valutare ogni forma di comunicazione secondo il metodo della “globalità dei linguaggi” e dell’ “Analisi Transazionale”. Sarà così possibile che il soggetto, pur limitato e disturbato, abbandonando la strada della rinuncia e della chiusura, apra le porte della “fortezza vuota”, per cominciare a credere – finalmente – in una trasformazione positiva. L’essere umano, anche se gravemente compromesso, non perde il naturale bisogno di arricchire la propria bellezza interiore comunicandola agli altri con tutti i linguaggi che possiede. “…In questo caso Narciso non dice più: ‘mi amo così come sono’ ma ‘sono così come mi amo’ (G.Bachelard).

CONTINUITÀ 2
S. Guerra Lisi - R. Aristei - S. Martinelli (Ed. Borla)
1992

…Continuità…è la proposta pedagogica del riconoscimento e rispetto del livello di partenza di ciascun Bambino, che si evolve in una cultura delle differenze nella scuola di tutti.
Il Corpo, come elemento differenziato e comune, è la base di una effettiva socializzazione ed è occasione per uno sviluppo unitario ma articolato e ricco di funzioni, conoscenze, associazioni sinestesiche,fra sé e il mondo, come propedeutica ad una sociocultura umanistico-scientifica, interdisciplinare.
In tal senso si delineano due possibilità in questa impostazione metodologica nella “globalità dei linguaggi”, che informa tutto il percorso didattico dimostrandone l’applicabilità: - Il sapere come vissuto della realtà che comporta conquista, sistemazione e trasformazione attiva, in contrapposizione alla passività del sapere indotto con la parola.
- Il comunicare nel riconoscimento della possibilità corporea globale con tutti i linguaggi, con sviluppo della fiducia nella propria facoltà di espressione.
- Queste due possibilità corrispondono ai due fattori determinanti le fasi di integrazione psichica dell’individuo, agendo all’interno, nell’organizzazione funzionale del pensiero, all’esterno nell’adattamento intenso come accomodamento e assimilazione, in una gioiosa creatività.

IL RACCONTO DEL CORPO
S. Guerra Lisi (Ed. Borla)
1992

"Questa pubblicazione documenta il percorso “La Globalità dei Linguaggi” che Stefania Guerra Lisi ha effettuato in alcune scuole dell’infanzia della Provincia Autonoma di Trento, nell’ambito del progetto di aggiornamento realizzato nell’anno scolastico 1991/1992. L’attività formativa richiesta da un gruppo di insegnanti che avevano manifestato l’esigenza di appropriarsi sempre più delle capacità di ascoltare e osservare i bambini, di mettersi in relazione sapendo leggere ed interpretare i bisogni che essi manifestano, ha rappresentato il tentativo di utilizzare corpo, gesto, emozione, voce, suono, spazio, colore, immagine, movimento e segno grafico come mezzi di comunicazione attraverso cui realizzare il rapporto educativo col bambino. La “Globalità dei Linguaggi” della formatrice Stefania Guerra Lisi ha saputo dare una risposta a questa esigenza, a partire dalla valorizzazione delle memorie del corpo del bambino nella riacquisizione psico-motoria della propria storia, intesa come base del processo della conoscenza e della realizzazione di sé. Con l’intento di trovare e sperimentare modi anche non verbali del fare esperienza insieme, l’esperta ha offerto stimoli all’integrazione scolastica di bambini con handicap nel contesto di una proposta educativa centrata sulla valorizzazione dell’originalità di ciascun bambino. Importanza particolare, nella proposta di Stefania Guerra Lisi è stata riservata alla ricerca di collegamento Scuola-Famiglia allo scopo di discutere le esigenze evolutive dei bambini, per una opportuna condivisione di obiettivi, di esperienze idonee a favorire nel bambino la costruzione della propria identità…"
TARCISIO GRANDI

RI-USCIRE
S. Guerra Lisi (Ed. Borla)
1991

Questo libro propone una filosofia delle “risorse umane” implicita in proposte metodologiche a struttura aperta, da trasformare in un ascolto costante dei bisogni e delle proposte psico-corporee anche di soggetti gravemente handicappati. Partendo da presupposti culturali interdisciplinari: antropologici, psicologici ed espressivo-comunicativi che rielaborano le sue esperienze di studio e sperimentazione in campo educativo e riabilitativo, dimostra la possibilità di lettura dell’Uomo anche in casi di totale crisi comunicativa. Il punto di partenza è il corpo ed il suo movimento, dai “moti dell’animo” alla psicomotricità, che avvicinano nel contenitore ideale rassicurante della “Pallestra”, il bambino di asilo nido all’adulto in regressione, stimolando efficacemente in entrambi l’accomodamento, la strutturazione continua di Sé nello spazio e nel tempo. La sinestesia, così sottilmente presente nella associazione tra forme, colori, suoni, azioni, propria del “metodo della globalità dei linguaggi” è qui usata per ristabilire l’adesione e il dialogo con la realtà di chi sembra esserne fuori ed è la condizione stessa, dell’universalità dell’arte e “dell’arte del vivere” dell’Uomo nonostante tutto. STEFANIA GUERRA LISI, già docente di Disegno e Storia dell’Arte, è ideatrice del “Metodo della Globalità dei Linguaggi” applicato in campo terapeutico-riabilitativo anche con handicappati psicofisici gravi e in campo pedagogico per l’integrazione degli stessi. Svolge corsi di formazione per il M.P.I., di psicomotricità per la S.F.E.S., dell’Università La Sapienza di Roma ed altre Università e presso la Pro Civitate Christiana di Assisi, con la docenza nel Corso di Musicoterapia.

COME NON SPEZZARE IL FILO
S. Guerra Lisi (Ed. Borla)
1990

“Questo libro è l’indicazione continua di come si possa vivere, nella ricerca quotidiana, l’impegno di accettazione del deficit e di riduzione degli handicap. Non dico accettazione come una gioia o un atto di volontà semplice. Al contrario: può essere la fatica di tutta una vita, e anche di più vite, di più individui. Ma è la fatica nella giusta direzione. Come è nella giusta direzione la ricerca, anch’essa faticosa, di riduzione dell’handicap. Due caratteristiche sono, a mio avviso, davvero notevoli e importanti in questo libro, che è nato nell’esperienza. La prima riguarda la dimensione estetica; e la seconda l’integrazione attiva delle azioni comunicative…La strada che questo libro indica – richiamando gli altri straordinari libri di Stefania Guerra Lisi – è nel senso dell’integrazione di atti comunicativi non verbali con linguaggio verbale. I due elementi non sono nello stesso individuo, ed è quindi necessario che vi sia un’integrazione dinamica fra diversi individui. In ciò sta anche la qualità professionale e la bravura degli operatori pedagogici che hanno vissuto l’esperienza… L’esperienza da cui il libro nasce è quella di due centri per aduli handicappati gravi. Due piccoli centri, aperti tutti i giorni, in cui le persone handicappate e gli operatori passano la giornata…
Questo libro ci fa capire che la realizzazione dell’integrazione non dipende unicamente dalle possibilità di un soggetto di partecipare pienamente alla vita sociale di una comunità; ma anche dal progetto che è capace di integrarne le “tracce”, di dare un senso più ampio e appunto integrato alla sua presenza. E’ un punto delicato perché il termine integrazione rischia di essere banalizzato. Ma il libro lo riscatta e permette di scoprirne una nuova e più ampia e ricca proposta”. (ANDREA CANEVARO)

IL METODO DELLA GLOBALITÀ DEI LINGUAGGI
S. Guerra Lisi (Ed. Borla)
1987

"Questo libro di Stefania Guerra Lisi contiene una sfida. Proponendoci un coraggioso messaggio pedagogico-didattico concernente l’integrazione, si contrappone, infatti, all’orientamento specialistico e scisso della cultura dominante e delle prassi educative e rieducative che da essa scaturiscono. Tale integrazione, per Stefania Guerra Lisi, non può che fondarsi sulla globalità dei linguaggi – che è pure una globalità dei saperi – in virtù dei quali favorire la maturazione armonica del bambino, sia esso portatore di handicap o che si appresti, da sano, ad affrontare l’avventura della crescita…Stefania Guerra Lisi torna a parlarci con convinzione delle straordinarie potenzialità espressive del corpo che sono da intendere dunque come linguaggio.
Ma dove c’è linguaggio non ci sono solo segni ma anche simboli. E’ questo che ci fa affermare che “il mio corpo è il mio simbolo” e ci fa riconoscere che “se non sono altro dal mio corpo, non sono però soltanto il mio corpo”. In virtù di tale continuo trascendimento, cui sopra si alludeva, si realizza quella pienezza di vita che è integrazione non per giustapposizione meccanica di parti ma per scambio vitale di esse.
Questo è il traguardo che il libro intende condurci. Per tale ragione non possiamo rivolgerci al testo come a un formulario o a una guida da consultare al bisogno. Esso va studiato, assimilato e quindi dimenticato. Solo se, dopo averlo attraversato, saremo in grado di attingere alla globalità dei linguaggi aprendoci all’inesauribile ricchezza del simbolico in un recupero di creatività personale, la fatica di Stefania Guerra Lisi non sarà stata vana”. (CARLO BRUTTI – RITA PARLANI)

L'INTEGRAZIONE INTERDISCIPLINARE DELL’HANDICAPPATO
S. Guerra Lisi (Ed. Il Pensiero Scientifico)
1983

Fine del libro è incoraggiare gli insegnanti a svolgere i programmi, e non a rinunciarvi, in funzione dell’integrazione e dei nuovi principi psicopedagogici, riconoscendo che “cultura” è essenzialmente un fenomeno multi- e interdisciplinare che deve sempre di più travalicare la separazione per materie e la differenziazione per classi, poiché, come crediamo di aver dimostrato, la stessa esperienza può essere occasione di approfondimenti sempre più elaborati secondo l’età e le esigenze degli allievi, purché si parta da un vissuto personale. Di proposito non abbiamo accentuato la separazione fra una situazione descritta e l’altra perché il messaggio che vogliamo trasmettere è che a scuola, nella scuola materna come nella media superiore, nei centri ricreativi…gli elementi che agiscono sull’individuo motivandolo culturalmente, sono quelli legati al coinvolgimento percettivo, e il ruolo dell’insegnante in tutti questi casi, è comunque quello di stimolare delle sicurezze (e non delle insicurezze) espressive personali, come presupposto dell’apprendere attivamente, sviluppando il senso critico di sé e della realtà. Una reale integrazione dell’handicappato è possibile solo se tutte le componenti della scuola si “integrano”. Il metodo della globalità dei linguaggi in chiave psico-pedagogica può facilitare le interrelazioni tra materie e favorire, ricavandone una lettura più profonda dei comportamenti, le occasioni espressive di questa nuova “scuola del fare”, che qui proponiamo.


COMUNICAZIONE ED ESPRESSIONE NELLA GLOBALITÀ DEI LINGUAGGI
S. Guerra Lisi (Ed. Il Ventaglio)
1980

È l’elaborazione teorica di un’intensa attività di ricerca e sperimentazione che l’A. svolge da molti anni a questa parte nella pratica educativa. Il tema del volume è l’individuazione e la riscoperta dei mezzi di comunicazione diversi dalla parola, in una società massificata da una cultura verbale e concettualizzata. L’intento dell’A. – peraltro ben riuscito – è quello di valorizzare ogni altra forma di espressione, da quella sensoria (cromatica, sonora) a quella motoria (gestuale mimica) a quella corporea e plastica, alla vibrazione vocale, al movimento vibrato del corpo.
L’espressione totale consente così, anche a chi abbia difficoltà di linguaggio verbale di entrare “corporeamente” in comunicazione personale e perciò creativa. Educarsi alla globalità dei linguaggi – come momento del più generale processo di autoeducazione – significa percepire intensamente le proprie possibilità espressive; percepire sé (il proprio sé corporeo), ma anche l’altro, il “normale” e il “diverso”, significa capire il diverso da sé, accettarlo con le sue caratteristiche. Il fatto di entrare in comunicazione globale con l’altro riduce le cause del disadattamento sociale perché consente all’individuo di esprimersi ciascuno secondo la propria potenzialità senso-corporale e i propri ritmi sincronizzati. “Vivere è tracciare nel moto”, scrive l’A., “noi siamo il corpo-traccia”: il corpo è la storia, il nostro vissuto, tradotto in quella “forma vivente” che è sintesi felice di interiorità ed esteriorità.

 


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