gdl scuole convegni upb gruppi regionali pubblicazioni tesi ricerca gdl news gdl in rete info

GLOBALITY OF LANGUAGES against GLOBALIZATION

 

 

 

 

 

 

Provincia di Roma

 

Università Popolare di MusicArTerapia

Comune di Roma

Politiche Culturali

Master  in MusicArTerapia

Università di Roma

Tor Vergata 

 

                                  Mostra

      “DALL’ART BRUT ALL’ART RI-BEL”

nella Globalità dei Linguaggi

4-10 Aprile 2005

Palazzo Valentini – Piazza Venezia

 

                                       

Martedì 5 Aprile, ore 10-13 :  Inaugurazione della Mostra

 

Sabato 9 Aprile,  ore 10-13, 15-19  :  Convegno di Studi:  ‘Art Ri-bel’

 

E’ prevista la partecipazione, fra gli altri,  di: Abruzzese Prof. Alberto - Bonicatti Prof. Maurizio – Borgna Prof. Gianni –

Buono Prof. Rossana - Curti Dott. Pier Giorgio - Giuffredi Prof. Maurizio - Guerra Lisi Prof. Stefania - Menna Dott.

Bianca - Petiziol Prof. Adolfo - Pignotti Prof. Lamberto - Ruggieri Prof. Vezio - Stefani Prof. Gino - Stinchelli Prof.

Jacopa – Valentino Dott. Nicola. Saranno presenti artisti delle opere esposte.

***

L’‘Art Ri-Bel’ nasce per riscattare l’Art Brut dall’emarginazione alla quale continua ad essere condannata. L’Art Brut è l’arte ‘inconsapevole’, non finalizzata al mondo e neanche alla partecipazione al mondo artistico da parte di chi la produce: handicappati, detenuti, persone emarginate,…

Usare l’aggettivo ‘brut’ era un tentativo, forse, da parte di Dubuffet, di non provocare la suscettibilità professionale degli artisti tout court. Per paura, forse, di creare nell’immaginario culturale, che tutta l’arte fosse patologica, Dubuffet ha scelto una espressione come quella di ‘art brut’, oppure per una ironica comparazione,  visto che la considerava bella.

 

Le ‘tracce’ dei percorsi di MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi che le opere di questa mostra testimoniano hanno il valore di segni sensibili di un mondo interiore di Protagonisti, così importanti per orientarci in una comunicazione profonda con i loro bisogni non detti, e soprattutto per ritrovare il senso nascosto di quelli che ingiustamente sono definiti ‘comportamenti insensati’.

Non a caso ne sono scaturite queste opere, paragonabili per autenticità estetica alle avanguardie dell’arte contemporanea, poiché sono le tracce delle loro inusitate ‘strategie di sopravvivenza’ (stereotipie, sensorismi, adattamenti per mancanze e vicarietà, ecc.) che definirei Arte di vivere.

 

L’arte è autoterapia: cura  della parte più profonda di sé, radice anche del malEssere, inaccessibile se non esternata in F…orma : impronta dello Spirito, di un ‘Noncorpo’, che lascia traccia solo attraverso il Corpo Senziente Espressivo.

Per questo credo che questa occasione della Mostra sia così importante per il messaggio che unisce il Bambino, l’Handicappato, l’Artista in una triade che, libera o liberata da condizionamenti esterni, può trasmetterci l’inalienabile interiorità umana.

Questa Mostra, come le altre di Art Ri-bel  nella Globalità dei Linguaggi, riporta a questa universalità dell’arte che va oltre il tempo e lo spazio e la diversità dei contesti e degli esseri umani in un riconoscimento dell’estensione di questo fenomeno nell’arte di vivere secondo il principio di piacere. Questa ha radici profonde nelle ancestrali memorie placentari dell’Eden intersensoriale, qualificato affettivamente, che ogni essere umano possiede e al quale può attingere proprio per ampliare, spiritualizzandola, la realtà.

Le opere spesso informali dei nostri ragazzi hanno in comune con l’arte d’avanguardia il prevalere dell’inarticolato che non vincola l’immaginazione in una forma (gestalt buona), in regole prestabilite, ma la esprime nella molteplicità dei fenomeni materici, finché l’occhio-mano riconosce interiori paesaggi e si arresta, in contemplazione.

Tante ‘opere’ psicosensomotorie secrete in gestualità, scelte di angolazioni rispetto ad un raggio di luce da frantumare in pulviscoli iridati, con il dondolamento di una mano o con un intermittente battito di ciglia, restano invisibili se non si entra in quell’attimo e quel punto che l’artista occupa nello spazio e nel tempo.

Che lui lo sa, lo dimostra il sorriso che fiorisce sul volto spesso segnato da sofferenze ed autolesionismi, restituendogli quell’ineffabile stupore infantile e sapiente che nell’antropologia dell’arte prende il nome di ‘sorriso arcaico’.

La Gioconda è la giocondità di un Homo Ludens che può affrontare la morte civile e l’incessante dolore quotidiano con la creatività sinestesica dei Sensi che permette il rispecchiamento dell’inestinguibile Sé.

 

Stefania Guerra Lisi

Ideatrice della MusicArTerapia

nella Globalità dei Linguaggi

 

 

 

 

Testi disponibili on line

 

Estetica musicale

in anteprima, una voce del Dizionario di Musica nella Globalità dei Linguaggi di G.Stefani e S.Guerra Lisi, edito dalla Libreria Musicale Italiana (LIM), Pisa.

 

Sito realizzato dal Centro Nazionale Globalità dei Linguaggi
[email protected]


© 2001 - Centro Nazionale Globalità dei Linguaggi