Stefania Guerra Lisi

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La Storia - Ideata non da un gruppo di studiosi ma da una persona singola, una disciplina non può non nascere da una storia personale: nel nostro caso, quella di Stefania Guerra Lisi “Da bambina giocavo con personaggi fantastici, in castelli lontani, dando nomi alle cose con aggettivi tonofonosimbolici, e voce e corpo e gesti ai personaggi, evocando le essenze e caratterialità di ciascuno… ‘Sinestesimusicalità’ si potrebbe chiamare questa particolare inclinazione, che mi ha indirizzato da ragazzina verso studi artistici (Liceo artistico, Accademia Belle Arti) e poi a una ventennale attività d'insegnamento di Disegno e Storia dell'Arte nelle scuole superiori. Un indelebile apporto alla mia formazione artistico-umana lo devo agli input ricevuti da artisti quali Guttuso, Capogrossi, Turcato, Montanarini, e in particolare Fazzini e Mannucci. Frequentando i loro studi adiacenti al mio studio-abitazione, quei pittori e scultori mi hanno non solo accentuato l'amore per la loro arte ma, nell'affettuosa accoglienza alla diversità di Elvira , ispirato i primi lavori terapeutici multimediali. Questo mi ha permesso di capire quante risorse comunicative in più offra un ambiente creativo in varie direzioni artistiche, privo di conformismi, aperto alla diversità come massima credenziale dell'Essere. In particolare, pensare all’handicap come ‘caratterialità artistica’ mi ha soccorso nel momento in cui Elvira, con una diagnosi di tetraplegia spastica e autismo, con una lesione nell’area di Broca che impediva il linguaggio verbale ed era causa di autolesionismi e rinuncia autistica alla comunicazione – anche in reazione all'assillo riabilitativo (Doman, Delacato, Voita...) al quale la sottoponevo, nella mia ansia alimentata dalle istituzioni. In quegli anni (1963-68) in Italia non si parlava di psicomotricità né di terapia con l'acqua, la musica, la danza. Ora, appunto l'acqua e la musica erano gli elementi che, in Elvira, sembravano in risonanza con il suo stato migliore, di calma e comunicativo; per questo la portavo periodicamente a Grenoble per la psicomotricità, a Londra e in Svizzera per la musicoterapia, in Germania per tentativi di idroterapia. Ogni volta cercavo di frequentare seminari in queste nuove pratiche o discipline, oltre a continuare i miei studi ormai orientati verso questi settori. In particolare al Kinder Hospital di Zurigo ho potuto frequentare i primi seminari di danzaterapia che Trudy Shoop apriva ai genitori con i pazienti; continuai a Roma con quelli di Maria Fux e Jenny Salkin . Attraverso un lavoro personale in bioenergetica si andava poi delineando sempre di più l’importanza del corpo e, con la frequentazione dei seminari di Assagioli, quella di un atteggiamento esistenziale ‘transpersonale’. Partecipai così, agli inizi degli anni ’80, al 1° Convegno Nazionale di Psicologia Umanistica all’Urbaniana di Roma, con un mio seminario sul vissuto psicosensomotorio della vita prenatale. L’intuizione di questa ‘memoria del corpo’, radice dell’inconscio, mi aiutò a dar senso ai comportamenti insensati, sia di mia figlia che dei gravi del Cottolengo e del Don Guanella. Iniziò così la ricerca sui sensorismi e le stereotipie, individuando in esse gli ‘stili prenatali’, e la relativa possibilità di reinnestare il direzionamento evolutivo, rispetto al livello di regressione difensiva. Questo approccio ‘emotonofonosimbolico’ permetteva un dialogo ‘corpo a corpo’ con tutti i linguaggi non verbali, per questo funzionali anche con chi non vuole o non può parlare o collaborazione alla comunicazione. Nel contempo, la mia ricerca prendeva in considerazione le ‘fasi ontofilogenetiche’ da riattraversare, e le riflessologie Corpo-Mano-Bocca-Mente, che mi hanno permesso di strutturare una ‘psicomotricità globale’, utilizzando i linguaggi più consoni al caso: movimento propriocettivo ritmico-melodico, manipolazione con emissione onomatopeica, ristabilendo la continuità antropologica dal Gesto alla Parola, alla formazione-evocazione simbolica dei concetti. Dalla pratica si sono così formati i nodi concettuali e le strutture teoriche di una disciplina in divenire, particolarmente attenta alla comparazione e lettura delle tracce espressive. Nel contempo avevo anche acquisito, con la specializzazione Montessori-Montesano, la competenza per formare 1e insegnanti di scuole speciali e poi le insegnanti di sostegno. Ho potuto così sperimentare il valore dell’Integrazione e del gruppo in una applicazione interdisciplinare”. Il percorso della nuova disciplina, nell’attività di Stefania Guerra Lisi, continua e si dirama in tante esperienze-ricerche: corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno su tutto il territorio nazionale; animazioni in borgata, ricerca al Centro studi zingari, seminari con Tullio De Mauro sui “linguaggi non verbali"; preparazione al parto, preparazione dei genitori alla nascita formazione degli operatori di Asili Nido, produzioni e mostre d'arte negli ospedali psichiatrici, seminari per una "nuova didattica della musica" aperta all’integrazione, esperienze di teatro con gruppi dell'Odin Theater di Eugenio Barba in seminari integrati con adolescenti handicappati. E ancora formazione e ricerca in istituti totali, scuole dall'asilo nido alle superiori, U.S.L., centri diurni, case famiglie, centri anziani o per handicappati. In particolare, tra gli Enti e le Istituzioni che hanno sostenuto la formazione e la sperimentazione nella Globalità dei Linguaggi segnaliamo, in ambito scolastico: Corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno in Tecniche Comunicative ed Espressive e Linguaggi Non Verbali presso Scuola Ortofrenica Montesano di Roma, Istituto Serafico di Assisi; O.D.A. di Roma; Scuole Silvestri e Magarotto per non udenti, di Roma; Istituto Ciechi S.Alessio, di Roma; MO.D.IS. Università Futura, di Roma. Inoltre le Scuole Gruppo H dei Provveditorati di Lucca, Grosseto, Assisi, Roma, Perugia, Terni, Macerata, Bologna, Riccione, Cesena, San Marino, Parma, Torino, Catania, Salerno, Messina, Caserta, Avellino, Foggia, Chieti, L'Aquila, Frosinone, Piove di Sacco. In ambito socio-sanitario e clinico gli Istituti O.D.A. di Diacceto, Ostia, Catania; Cottolengo di Torino; Fatebenefratelli di Genzano; Don Guanella di Roma; Don Gnocchi di Roma e Milano; Servizi della Comunità Montana e Bottega del Possibile di Val Pellice; Villa Maria di Lenzima, Trento; Fondazione Stefani di Vicenza; Stella Maris di Pisa; Centri Riabilitativi Agazzi e Viciomaggio, Arezzo; Centro Riabilitativo Mariotti di Reggio Calabria; Associazioni Ipotenusa e Teatrare di Salerno; Istituti Casoria e Serafico di Assisi; A.U.R.A.P. di Perugia; LILA di Venezia; CEIS di Roma; A.M.I.G. di Firenze; Ospizi Civili, C.S.R. e AS.SO.FA di Piacenza; Servizio Minori di San Marino; Istituti per non udenti Silvestri e Magarotto di Roma; Istituto per non vedenti S.Alessio di Roma; A.T.G.A.B.B.E.S. del Canton Ticino; OAMI di Livorno e Firenze; Istituto Cardinal Maffi di Pisa; Sacra Famiglia di Cesano Boscone, Ostuni, Brindisi; Clinica Psichiatrica Villa Verde di Lecce; Associazione Alzheimer di Napoli, Lecce, Livorno, Firenze; Asad di Perugia; ANIS di Roma; le Istituzioni psichiatriche (Ospedali, Centri, Residenze) di Collegno, Frosinone, L'Aquila, Cremona, Siena, Volterra; I.M.E. di Pesaro; S.Maria della Pietà di Roma; Comunità S.Giorgio di Lecce; inoltre, S.Salvi, Salviatino, Il Villino, Azienda Psichiatrica Careggi a Firenze. Infine varie Aziende U.S.L. e sedi AIAS, ANFFAS, DOWN, ANGSA e altre sul territorio nazionale. Contemporanei sono gli insegnamenti all’Università: annuale a Roma (La Sapienza, Poi Roma Tre), seminariale a Bologna (DAMS) e altre sedi. Fuori d’Italia, l’attività della Nostra si esplica anche in Svizzera e in Spagna (dove nel 1988 è stato pubblicato il suo libro La integración interdisciplinar del deficiente). In questa storia il seme originario – il nucleo arte/handicap –, nutrito dalla ricerca e da uno studio che, per rispondere a nuove domande costantemente insorgenti, tende a essere enciclopedico, è cresciuto e si è sviluppato progressivamente in un organismo: la Globalità dei Linguaggi (GdL). Ecco le tappe salienti e più visibili dello sviluppo della GdL. 1981: primo libro, Comunicazione ed Espressione nella globalità dei linguaggi, presentato dal pedagogista Lucio Lombardo Radice. Inizio della docenza nella Scuola Quadriennale di Musicoterapia alla Cittadella di Assisi, dove la caposcuola insegnerà per oltre 15 anni. Il secondo libro, Integrazione interdisciplinare dell’handicappato (1983, poi pubblicato anche in spagnolo) demarca l’obiettivo politico centrale, allora come oggi, della GdL: l’integrazione. Il 1981 era anche l’Anno dell’Handicappato, per cui Stefania Guerra Lisi fu per vari anni rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione italiano presso l’O.C.S.E. europeo. 1987: il Metodo della globalità dei linguaggi evidenzia nel titolo un orientamento operativo; ma non si tratta semplicemente di un ‘saper fare’: il ‘sapere’, cioè i supporti concettuali e teorici di questo ‘metodo’ ne fanno, già allora, una disciplina che ha incorporati i valori, gli investimenti umani, in breve un ‘saper essere’ che ha radici nella storia della caposcuola. 1995: nasce la Scuola Quadriennale di Globalità dei Linguaggi, prima a Firenze, poi a Bologna e in altre sedi, dove a richiedere l’istituzione della Scuola sono enti socio-sanitari e centri di riabilitazione, motivati anzitutto dalla formazione dei propri operatori: a Imperia l’I.S.A.H., a Roma il Ce.I.S., a Venezia la U.S.L. 12, a Lecce la Clinica ‘Villa Verde’, ad Afragola l’A.I.A.S., a Firenze l’O.A.M.I., a Gubbio la Comunità di Capodarco. La Scuola si articolerà anche in corsi estivi (in Liguria, a Riccione, in Carnia, in Umbria per conto dei Consorzi di Formazione Regionale Aris e ASAD). I diplomati della Scuola formeranno il nucleo, in continua espansione, di operatori specializzati, che vedono apprezzate e non di rado richieste le loro competenze su tutto il territorio nazionale. 1996: 1° Convegno Nazionale GdL, a Riccione; il primo di una serie, a cadenza annuale, ininterrotta. Un periodico meeting dei cultori della GdL, ma anche un input di saperi ed esperienze convergenti, e insieme un incontro e confronto con altri orizzonti. 1997: il libro Musicoterapia nella globalità dei linguaggi presenta chiaramente l’identità peculiare della nuova disciplina rispetto alle correnti dominanti della musicoterapia; ne segue un dibattito che sancisce le profonde divergenze di vedute, e il distacco della Nostra, insieme al suo compagno e collaboratore Gino Stefani, dal Corso di Assisi. Una ulteriore affermazione dell’originalità dell’approccio GdL rispetto alle varie associazioni di musicoterapia, artiterapia, danzaterapia, ecc., è, poco dopo, la denominazione ‘MusicArTerapia’, già presente dal 1987 negli scritti Stefania Guerra Lisi (nella forma inglese ‘musicartherapy’ in Rivista di Musicoterapia, 2/1), e che da allora designerà tutti gli eventi formativi nella GdL. La collaborazione con Gino Stefani porta la GdL in congressi, corsi e seminari in vari paesi (Finlandia, Francia, Messico, Spagna), integrando vari apporti disciplinari, e suscitando interesse e consensi tra gli studiosi; e porta anche alla produzione di lavori significativi, che danno forma compiuta e ampio sviluppo a importanti teorie della GdL, come Gli Stili Prenatali e I Quattro Elementi. 2000: si costituisce a Bologna l’ “Università Popolare di Bologna Stefania Guerra Lisi ”, che dal 2002, cambierà la sede in quella attuale in Roma, e il nome in “Università Popolare di MusicArTerapia – U.P.MAT”. E’ il supporto istituzionale e organizzativo delle attività del Centro Nazionale della Globalità dei Linguaggi, le uniche formalmente riconosciute dalla caposcuola. Il suo Comitato Scientifico dà garanzie di serietà alla disciplina. In realtà la GdL ormai ha assunto la struttura di un ‘paradigma’ disciplinare (presentato la prima volta nel libro Il Progetto Persona), disciplina di cui il ‘Metodo’ è solo una parte, e precisamente il livello e la dimensione più spiccatamente operativa. I cultori della disciplina sono anzitutto i diplomati della Scuola GdL, perlopiù insegnanti e operatori socio-sanitari, ma anche studiosi ed esperti di vari campi, dalla musica al teatro alle arti figurative, dall’antropologia alla semiotica alla psichiatria. Essi svolgono a loro volta attività dei formazione nella GdL. 2002: l’Università di Roma Tor Vergata, in convenzione con l’U.P.MAT, istituisce presso la Facoltà di Lettere il Master biennale post lauream in “MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi”. E’ il riconoscimento accademico della disciplina, giustamente situata in ambito umanistico e non clinico. Alla sede istituzionale di Roma si sono poi aggiunte sedi didattiche del Master a Lecce e a Firenze. Analogamente nel 2004 l’Università di Lecce, sempre in convenzione con l’U.P.MAT, istituisce il Corso di perfezionamento post lauream “MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi”.


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